APPROVATO IL NUOVO PIANO DEGLI INTERVENTI DEL COMUNE DI ASIAGO

Pubblicata il 09/01/2019

ASIAGO CONFERMA L’ATTENZIONE VERSO L’AMBIENTE PRIVILEGIANDO IL RECUPERO DEI VOLUMI ESISTENTI, RIDUCENDO IL CONSUMO DI SUOLO ED INCENTIVANDO LA RESIDENZA STABILE DEI PROPRI CITTADINI

Asiago, 8 gennaio 2019
Il Consiglio Comunale di Asiago, nel corso del consiglio comunale del 21.12.2018, ha adottato il nuovo adeguamento del Piano degli Interventi al PAT affrontando essenzialmente due tematiche:

  • La prima relativa all’aggiornamento del censimento degli annessi rustici non più utili alla conduzione del fondo ricadenti in area agricola: si tratta di fabbricati di vecchia origine, nati per soddisfare le esigenze di un’azienda agricola dal punto di vista produttivo (fienili, depositi agricoli, stalle) che nel tempo, a seguito dell’interruzione dell’attività di coltivazione ed allevamento, sono rimasti inutilizzati e si trovano in condizioni di abbandono e progressivo degrado.
  • il recupero degli annessi rustici consentirà, da un lato, di riqualificare contesti agricoli con edifici ristrutturati o ricostruiti con tecniche e tipologie più compatibili con le esigenze attuali, dall’altro di dare la possibilità a famiglie di residenti di realizzare la prima abitazione per i componenti del nucleo familiare; la normativa sul recupero prevede infatti che in caso di realizzazione di più unità abitative, almeno il 50% deve essere destinato alla residenza stabile.
  • La seconda riguarda l’individuazione di nuovi lotti da destinare a prima casa per dare risposta ai cittadini residenti che necessitano della prima abitazione: questi lotti devono rispondere a criteri ben definiti quali, primo fra tutti, ricadere nell’ambito dell’urbanizzazione consolidata del PAT o negli ambiti di edificazione diffusa in modo da costituire saturazione del tessuto edilizio esistente senza andare ad interessare territorio aperto.
“Siamo soddisfatti per l’importante deliberazione assunta dal nostro Comune, frutto di un lavoro complesso degli ultimi tre anni - dichiara il Sindaco di Asiago ed assessore all’urbanistica, Roberto Rigoni Stern - Un atto che va nella direzione di preservare l’ambiente dopo decenni di edificazione indiscriminata in aree di pregio al solo scopo speculativo. Il piano degli interventi permetterà a 60 famiglie di residenti di trasformare gli edifici dismessi, quali fienili, stalle, depositi agricoli, in edifici per le esigenze abitative loro e dei loro figli. Un piano che risponde alla logica del recupero dei volumi esistenti sgombrando il campo ad ulteriore consumo di suolo che avviene in modo molto circoscritto e limitatamente all’individuazione di aree civiche da destinare a prima abitazione. Abbiamo voluto rispettare le strategie del PAT che si fondano sull’assunto del paesaggio quale valore primario da tutelare e patrimonio da trasmettere alle future generazioni, la cui qualità risulta componente fondamentale anche nell’ottica dell’attrattività turistica del territorio. Una scelta urbanistica importante e controcorrente rispetto alle politiche urbanistiche degli strumenti precedenti: basti ricordare il blocco all’edificazione delle seconde case operato dall’amministrazione precedente la cui consistenza risultava di gran lunga predominante nel patrimonio edilizio esistente e assai elevata rispetto alle percentuali di altri Comuni turistici del nord Italia. Siamo fieri di aver deliberato lo stralcio delle nuove aree di espansione destinate nel PRG a seconda casa (stralcio di 114.000 metri cubi circa di nuovi volumi previsti dal previgente PRG) e di aver introdotto gli incentivi per lo sviluppo dell’attività alberghiera che hanno permesso di dare slancio agli investimenti in questo settore con la previsione di realizzare tre nuovi insediamenti ricettivi nel territorio comunale. In questo ambito l’amministrazione ha sostenuto imprenditori avveduti che intendono investire nel nostro territorio creando nuovi alberghi che nei prossimi anni daranno nuove prospettive occupazionali anche ai nostri giovani. In sostanza, più alberghi, meno condomini. Più case per residenti, meno appartamenti per vacanze poiché ce ne sono troppi e molti di questi necessitano di cospicui interventi di ristrutturazione. In ciò sta la forza di questo Piano degli Interventi, sviluppare le condizioni affinché i nostri residenti possano continuare a vivere ad Asiago senza essere costretti, per colpa dell’andamento dei prezzi del mercato immobiliare, ad acquistare la loro prima abitazione in altri Comuni limitrofi in cui gli immobili si vendono a prezzi più bassi. Tutto ciò darà sicuramente impulso all’economia attraverso il coinvolgimento delle piccole imprese artigiane del territorio che saranno coinvolte in opere di restauro di questi manufatti agricoli che oggi, dopo moltissimi anni di abbandono, vengono finalmente restituiti ai loro proprietari con una nuova finalità. quella di divenire prima abitazione”.

Consumo di suolo
“E’ evidente che il Comune di Asiago è stato precursore delle politiche che ora la Regione è obbligata ad attuare in ottemperanza alle disposizione dell’Unione Europea. Nonostante le difficoltà a condividere le strategie del PAT con i responsabili degli Uffici Regionali (ricordiamo che il PAT è stato redatto in copianificazione con la Regione Veneto) alcuni dei quali all’epoca si erano defilati e fatti sostituire come referenti per il nostro piano, alla fine però il PAT è stato approvato e quindi “all’apparenza” all’epoca condiviso. Ora, la nuova legge conferma la correttezza delle scelte comunali. Certo che alcune delle deroghe attualmente previste appaiono già di per sé in contrasto con la finalità della legge; si pensi alla norma del Piano Casa (applicabile in toto anche nel regime transitorio) ai sensi del quale è comunque possibile andare a realizzare nuovi volumi, non solo in ampliamento, ma anche isolati ed anche in area agricola (fino a 200 m. dall’edificio originario), andando ad interessare aree che magari i PAT hanno tutelato e hanno sottratto all’edificazione. Forse questi nuovi volumi non costituiscono consumo di suolo o il consumo di suolo si declina in modo diverso a seconda della norma da cui deriva la possibilità edificatoria!”
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